Lo stereotipo dello scout per la gente comune è quello di un ragazzino in calzoni corti che si perde nei boschi o ancora peggio di un adulto vestito da bambino che lascia perdersi nei boschi i ragazzi a lui affidati. Perdonatemi l’esagerazione…

La realtà non è questa, ma, talvolta, non riusciamo a trasmettere all’esterno chi siamo e cosa possiamo fare. I due eventi di cui vi vorrei parlare oggi me ne danno l’occasione perché rappresentano l’esempio migliore e più rappresentativo delle due realtà che convivono nel nostro mondo scout: i giovani e gli adulti.

Il nostro è un movimento giovanile fatto da giovani e per i giovani che ha come finalità quella di contribuire alla costruzione di un Mondo migliore attraverso la loro educazione.

Lo facciamo sostenendo i giovani nello svolgere un ruolo attivo nella società, attenti ai cambiamenti, sapendo promuovere e sostenere la piena realizzazione dei potenziali individuali senza discriminazioni di genere o di altra natura giovani.

Il vedere come è nata e come si è sviluppata l’idea dell’evento “La musica per non dimenticare”, serata di beneficienza pro terremotati è un esempio concreto di tutto ciò. E mi riempie di gioia e di orgoglio che nostri rover, ragazzi di 16-18 anni, ci abbiano pensato e si stiano impegnando a realizzarlo.

I ragazzi per la prima volta hanno scelto di essere cittadini ATTIVI! Ciò che alla fine sta alla base dei nostri obiettivi educativi!

Questo non è un  esempio unico di scoutismo al servizio della collettività, ne potremmo citare tanti altri, ma ben poco conosciuti perché la nostra caratteristica è quella di esserci, ma in silenzio. Non cerchiamo la notorietà della cronaca, operiamo nelle retrovie, ma riusciamo a dare sempre il nostro contributo. In passato come Sezione siamo stati sul terreno a sporcarci le mani in occasione del terremoto del Friuli, dell’alluvione di Asti e del terremoto de L’Aquila. Questa volta, non siamo scesi in “campo” e il nostro contributo lo vogliamo dare così.

Siamo fiduciosi che in tanti risponderete all’appello e sarete al fianco dei nostri ragazzi per essere con loro dei cittadini attivi. Sarebbe bello che i ragazzi siano fieri di ciò che hanno costruito e possano imparare che non bisogna mai smettere di provare anche se la sfida è impegnativa.

Ma prima parlavo anche della realtà degli adulti perché per fare attività con e per i giovani è indispensabile avere delle risorse adulte motivate e formate. Essere educatore scout, in qualsiasi ruolo della nostra struttura comporta acquisire delle competenze o skills come si chiamano oggi, non da poco. Il percorso per acquisirle passa per dei corsi tenuti a livello nazionale da un’equipe di formatori, ma soprattutto dal farlo nelle attività scout di ogni giorno. Che siano riunioni di staff da gestire, assemblee dove parlare in pubblico, incontri con i genitori dei ragazzi, programmazioni a medio e lungo termine, questi sono momenti dove ci si mette alla prova e dove, come diciamo noi scout, impariamo facendo. Non sempre siamo consapevoli di ciò, ma chi prova l’esperienza scout da adulto può arricchirsi e formarsi continuamente.

L’evento “Scegli la tua rotta – programma il tuo percorso” ne è un esempio. In questo caso ci mettiamo al servizio del modo esterno in senso lato per farvi toccare con mano un’esperienza formativa scout parlando di come si fa programmazione. Vogliamo provare ad uscire dagli stereotipi di cui scrivevo poco sopra e far vedere un nostro aspetto, se vogliamo nascosto, proponendoci come strumento per migliorare le competenze personali utili nella vita privata, professionale e/o del mondo del volontariato. E’ quello che possiamo offrire a chi opera con noi da adulto, avvicinandosi al nostro mondo anche senza aver fatto il percorso educativo da bambino.

Anche questo è scoutismo!

Marco