«Non c’è un pianeta B», questo uno degli slogan che venerdì 27 settembre hanno animato la terza protesta organizzata da Friday for Future (un movimento di protesta internazionale che chiede azioni incisive a favore del clima) a favore dell’ambiente.

Si tratta di uno sciopero contro il riscaldamento globale, organizzato in 27 paesi del mondo, per dire basta: al sovrasfruttamento delle risorse, alla distruzione dell’Amazzonia, agli sprechi…

Al corteo triestino sono state almeno 3000 le persone coinvolte, (per la maggior parte studenti, ma anche professori, scienziati, artisti…) tutti con cartelli dalle scritte più varie, dalla più seria, «la Terra sta morendo», alla più ironica, «Ci state scaldando le birre». Poi, a fine corteo, ci sono stati interventi e proposte di esperti e cittadini per sensibilizzare, ma anche per proporre soluzioni concrete al problema.

Penso che questa sia stata un esperienza molto formativa per me, perché mi ha stimolato ad agire ancora di più per il nostro pianeta, mi ha mostrato che l’unione fa la forza, mi ha permesso di conoscere persone fantastiche che lottano per dei valori simili ai miei e mi ha fatto vedere una grandissima solidarietà giovanile che personalmente ho apprezzato molto.

Come associazione scout abbiamo preso parte alla protesta (anche noi con il nostro cartello: «Creiamo un mondo migliore!») perché crediamo che l’ambiente, la Terra, sia essenziale; perché ci nutre, ci ospita, ci permette di vivere. Per questo, nel nostro piccolo, ci impegniamo e ci impegneremo a salvaguardarla.

Per lasciare il pianeta migliore di come l’abbiamo trovato.

Eleonora Carone, CP ptg Aquile, 

V Reparto Hunting, CNGEI Trieste