Cari soci,
Capo Scout e Presidente ci ricordano che oggi è la Giornata per la Pace.
Ricorrenza che coincide, quest’anno, con avvenimenti mondiali che sembrano muoversi in una direzione opposta.
Tra le nostre scelte associative c’è quella della pace e, nella misura in cui noi aderiamo alla nostra Associazione, noi dobbiamo lavorare per la pace. Ma credo che avere come proprio scopo la pace non voglia dire soltanto preoccuparsi, forse anche indignarsi e protestare, contro un conflitto quando è imminente o già esploso; non può d’altra parte nemmeno legittimarci al silenzio, o all’accettazione come dato di fatto, rispetto ad una conflittualità perenne ma lontana da noi, come se la distanza stessa ce la rendesse estranea.
Il nostro dovere dev’essere quello di costruire la pace quotidianamente: compiere scelte, nella nostra vita, che ci pongano nella posizione di chi può disinnescare i conflitti ed evitare che le incomprensioni esplodano, ponendoci come promotori di diritti umani e ampliando i nostri orizzonti di conoscenza dell’altro, per quanto diverso da noi possa essere.
Questa è la mia riflessione personale. Vi invito ad approfittare della giornata per riflettere sulla cosa, informarvi, discutere, confrontarvi; anche utilizzando questo come spazio di confronto, se vorrete, o di proposte.

world peace

Vi lascio con una citazione che ho sempre ritenuto profondamente vera, almeno per il mio modo di vedere le cose. È di John Donne, e apre un bel libro di Hemingway.

“Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto. Se anche solo una zolla venisse lavata via dal mare, l’Europa ne sarebbe diminuita, come se le mancasse un promontorio, come se venisse a mancare una dimora di amici tuoi, o la tua stessa casa. La morte di qualsiasi uomo mi sminuisce, perché io sono parte dell’umanità. E dunque non chiedere mai per chi suona la campana: essa suona per te.”

Tommaso