Una pista ciclabile di 16 chilometri su fondo misto, in parte asfaltato e in parte di strada bianca, non sono poi una grande sfida per dei ciclisti allenati. Ma gli ardimentosi riuniti venerdì 3 settembre per percorrerli non sono ciclisti né allenati: sono solo cinque scout adulti della Sezione che hanno deciso di tentare l’impresa perché la pista termina a Cozina, in Slovenia, nei pressi di un’osteria famosa per i suoi abbondanti piatti di carne dai prezzi contenuti.

Prepararsi a pedalare

Simone, con caschetto e lampada frontale

L’idea è partita da Simone “Duffy” Cadel, che voleva testare la bicicletta nuova, e Paolo Stanese ha pensato di aggiungere la cena alla pedalata per rendere la sfida più… appetitosa. così alle ore 18, nel rione di San Giacomo, insieme a Paolo e Duffy, c’erano Davide “Poppy” Fiorini e Andrea Laganà (repartisti), e Matteo Mellon (Consigliere del Comitato di Sezione) si è aggiunto al gruppo poco dopo. La qualità delle bici era varia, ma un cambio bloccato e dei freni rumorosi non sono stati poi un grosso ostacolo!

La pista ciclabile procede da San Giacomo attraversando alcuni rioni periferici della città e sfocia poi in Carso, passa sopra la Val Rosandra e costeggia Draga Sant’Elia prima di arrivare in territorio sloveno. Un percorso vario e interessante che segue il tracciato della vecchia ferrovia Trieste-Lubiana disegnata da Carlo Ghega e termina a Cozina, in Slovenia. Dall’inizio alla fine, la pista è in leggera ma inesorabile pendenza.

Il cielo sereno e un lieve vento hanno reso piacevole il tragitto, ma muscoli delle gambe sempre sotto sforzo hanno preteso non poche soste, alle quali si sono aggiunte quelle per le foto. L’arrivo era previsto per le 20.30 al locale, e la tabella di marcia è stata rispettata. A settembre, ormai, a quest’ora fa già buio, e le lampade frontali sono state indispensabili per percorrere gli ultimi metri del tragitto.

Lungo la Vecchia Ferroviafate presto, ci dice il sole che tramonta

Alla fine della pista, solo un breve e sconosciuto tratto su strada asfaltata separava i ciclisti dal meritato pasto. Per fortuna tutti i rumori del traffico che si sentivano negli ultimi metri di bosco non provenivano da lì, ma dall’autostrada slovena! Per raggiungere il centro abitato è stata utile una mappa scaricata da Google ma indispensabile… l’odore di griglia!

Nel locale, i ciclisti hanno incontrato tanti altri adulti scout della Sezione che vedete nelle foto (più la lupetta Noa, figlia del Commissario Graziano) e hanno finalmente potuto reintegrare le energie spese per la pedalata mangiando in quantità e sorseggiando la birra fatta in casa per cui il locale è famoso. La cena è stata un momento allegro e divertente e ha cancellato presto la stanchezza dei ciclisti.

Tutti a tavola!Pronti per il ritorno?

Il ritorno, tutto in discesa, è stato rapido e senza sforzi. Canti lungo il percorso e l’avvistamento di qualche rospo e di un riccio hanno accompagnato la corsa dei cinque verso casa. Un problema l’ha avuto, invece, una macchina di supporto, che attendeva i ciclisti a metà percorso: la batteria dell’auto si è esaurita all’improvviso, e l’automobile è ripartita solo grazie all’aiuto di una passante.

Bilancio della serata? Ottimo. Senz’altro è stata una bella serata, anche se un po’ più faticosa del previsto dal punto di vista atletico. In primavera ripeteremo l’impresa. Chi vuole cominciare ad allenarsi è avvisato.