LA NOSTRA STORIA

DAL PASSATO , AL PRESENTE AL FUTURO,
chi non conosce la propria storia non potrà costruire il proprio futuro ”

(Antonio Viezzoli)

Riassumere velocemente quasi 100 anni di storia associativa (siamo proprio vecchi!), considerando anche la storia della città stessa, non è certo cosa semplice, ma ci proveremo.

ANNI 1910-1920

I pionieri dello scoutismo a Trieste (1909-1913) furono i gruppi austriaci dei Wandervogel successivamente poi confluiti negli scout austriaci marini presenti anche a Pola e Fiume. Prima dell’inizio della grande guerra questi scout marini denominati See-Skaut-Schule detti Scauti, in breve tempo, diventarono, dopo quelli di Vienna, la seconda realtà scout austriaca. Nel 1918 si formò ufficialmente la Sezione del CNGEI (maschi) e del UNGEI (femmine). Figura di spicco fu il giovane capo reparto Antonio Viezzoli (di cui sentirete parlare ancora)  che iniziò a farsi conoscere anche a livello nazionale grazie al suo numeroso reparto di ragazzi.

ANNI 1920-1945

Negli anni seguenti l’associazione assunse notevole importanza a livello cittadino organizzando alcuni servizi per la comunità cittadina come la mostra del libro, un campo estivo per la scuola professionale ITIS “A.Volta” e una scuola per soldati analfabeti.

Nel 1927 il regime fascista dopo la creazione dell’Opera Nazionale Balilla ordinò lo scioglimento dell’Associazione, ma molte Sezioni tra cui quella di Trieste, proseguirono le attività in forma clandestina dando vita ad un periodo che viene chiamato Giungla Silente. La nuova Associazione prese il nome di “GEI Gruppo Escursionisti Indomito” e l’indirizzo educativo fu quello sportivo. Sebbene le attività principali vertessero sull’ escursionismo, l’alpinismo, il ciclismo e la speleologia, non mancarono le riunioni ed i campi estivi tipicamente scout. Ben presto, a causa delle avverse condizioni politiche e dell’avvento della Seconda Guerra Mondiale anche l’attività del GEI si fermò.

ANNI 1945-1950

Nel 1945, gli alleati che reggevano  il Governo Militare del Territorio Libero di Trieste furono molto interessati a ricostituire i gruppi scout. Così il colonnello Robin Gold provvide  ad una prima collocazione degli scout “risorti” (16.9.45)  presso l’YMCA nel conservatorio di via Rittmeyer.  Successivamente la Sezione si insediò in via del Pesce 4 ed i primi Reparti di Esploratori si sistemarono  in diverse zone della città: il 1° Reparto in via Fornace, il 2° in via Matteotti, il 3° nella villa di via Ciamician 10, il 4° in via Rismondo, il 5° in via Donadoni; il 3° Branco Lupetti, il primo a ricostituirsi, trovò una bellissima sede nella soffitta dell’edificio comunale di via San Nicolò. 

Artefici di questa grande ricostruzione furono oltre a Gualtiero Iesurum (che sarà poi Commissario di Sezione per 20 anni)  e Antonio Viezzoli  (che nel 1949 costituirà la Scuola Nazionale dei Capi) anche Renato Buttignoni e Gabriella Casa, Valeria Benedetti e Laura Zumin che fondarono  e diressero (in tempi diversi) la Sezione femminile del U.N.G.E.I che vivrà di vita autonoma parallelamente alla Sezione maschile del C.N.G.E.I fino al 1976.

In quegli anni, gli alleati donarono alla nostra Sezione la Casa di Caccia di Villa Carsia Opicina. Ad opera di Antonio Viezzoli questa struttura diventò la sede stabile della Scuola Nazionale per Capi CNGEI. Ogni anno in agosto, fino agli inizi degli anni ottanta, la Casa di Caccia si animò della presenza degli allievi che da tutte le sezioni CNGEI d’Italia, partecipando ai diversi corsi di formazione, appresero i principi e le tecniche dello scoutismo di Baden Powell.

ANNI 1950 – 1970

Nel 1953, grazie ad un’ulteriore donazione degli alleati, la Sezione trasferì la sua sede in via Torrebianca 30, dove trovò spazio più tardi, anche il centro studi scout “Eletta e Franco Olivo” che fu diretto per tanti anni da Antonio Viezzoli ed è tutt’oggi patrimonio del CNGEI nazionale; funzionante archivio storico dell’Associazione vi presta servizio oggi la figlia del Viezzoli la signora Claudia.

Gli anni 50-60 furono di grande sviluppo numerico sia per l’Associazione maschile che per quella femminile ed in poco tempo, grazie, anche, all’ ottimo lavoro del Commissario Iesurum  e dei suoi capi, Trieste divenne la più grande Sezione d’Italia con più di mille iscritti.

Trieste fu promotrice, grazie anche alla costituzione, prima della 3°Compagnia dell’Impossibile con a Capo Giuliano Grassi (1958)  e poi della  2° Compagnia della Tavola Rotonda con Giorgio Grassi (1962), della  rinascita del roverismo italiano (terza branca che raccoglie i ragazzi d’età compresa tra i 15 e 19 anni). 

Divennero realtà organica i Gruppi, formati ciascuno dal Branco, dal Reparto e dalla Compagnia, dando così continuità educativa al percorso scout.  Grazie al boom demografico  i Gruppi in breve tempo divennero sei dislocati in vari rioni della città.

ANNI 1970 – 1980

Lo stesso successo di attività e iscritti ci fu anche nell’Associazione femminile U.N.G.E.I che si affiancò sempre di più nelle attività alla associazione maschile. La sezione U.N.G.E.I diede un contributo importantissimo allo scoutismo laico triestino  e vanno ricordate le Commissarie Laura Zumin,Ely e Maria Pia Pucci e i Commissari di collegamento Ezio e Lucio Quarantotto.

Il 1976 fu un anno molto importante, infatti l’associazione nazionale approvò il nuovo statuto e le associazioni maschili e femminili si unirono nel C.N.G.E.I (Corpo Nazionale Giovani Esploratori-trici Italiani).

Il 1976 fu anche l’anno del terremoto del Friuli che vide la partecipazione della Sezione in aiuto alle popolazioni. L’impegno fu totale  non solo per la raccolta di viveri e indumenti ma anche per la presenza in loco di volontari. A Chiusaforte venne organizzato dalla Sezione C.N.G.E.I,. di Valmadrera il campo “Mandi” e molti scout di Trieste (capi e rover) si avvicendarono per lavorare alla ricostruzione delle case distrutte dal sisma.

ANNI 1980 – 2000

Gli iscritti alla Sezione nei primi anni 80 restarono sempre elevati mantenendo in vita sei Gruppi completi. Ma nel 1983 la Sezione venne a perdere una parte di soci e validi capi che andarono a formare l’associazione scout AMIS tutt’oggi esistente.

Nel 1988 in occasione della Giornata del Pensiero la Sezione fu promotrice insieme all’AMIS della prima fiaccolata per “una luce di pace”, tradizione ripresa più volte fino allo scadere del millennio che vide la partecipazione di tutte le Associazioni scout di Trieste. Questo fu il primo seme che portò qualche anno dopo alla costituzione del “Cerchio”, il coordinamento di tutte le associazioni scout presenti a Trieste.

Nei primi anni 90 la Sezione fu organizzatrice per diversi anni dell’ ”Incontrover”,  momento di incontro rivolto a tutti i Rover italiani con laboratori specifici su attività sportiva (arrampicata, speleologia, kayak), su attività culturale (storica) e spirituale.

ANNI 2000

Il nuovo millennio vide la fuoriuscita dalla Sezione di due Gruppi storici il 4° e il 6° che costituirono due nuove associazioni scout. A seguito di questo evento per la Sezione si aprì un  periodo volto a riunire le forze e rafforzare la propria identità avendo a disposizione due soli Gruppi.

Nel 2007 le attività, che non si erano mai fermate, videro nuovo slancio e nell’estate alcuni Capi della Sezione parteciparono a Roma alla manifestazione nazionale  “L’alba del centenario Scout ” con la presenza delle massime autorità dello stato.

Nel 2009 la Sezione fu promotrice del progetto “Un aiuto per sentirci meglio” raccogliendo fondi e donando al Reparto di Otorinolaringoiatria e Audiologia del IRCCS Burlo Garofalo di Trieste delle apparecchiature elettromedicali per la diagnosi della sordità nei bambini dai 0 ai 6 anni.

Nello stesso anno l’Abruzzo fu colpito dal terremoto e come 33 anni prima gran parte dei soci adulti (iscritti alle liste della Protezione Civile) si alternarono  nel servizio alla Tendopoli di Coppito gestita dal CNGEI.

Il resto è storia recente e la quotidianità la potete vedere direttamente nel sito. La storia si conclude, una storia lunga fatte di tante salite, discese, successi, delusioni, ma comunque una storia condotta in tutti questi anni da volontari che hanno dato il loro tempo libero, e non solo, per portare avanti le idee dello scoutismo e continuare a scrivere la storia della Sezione.