In occasione del World Thinking Day e del suo tema sulla “connessione” abbiamo chiesto ai nostri ragazzi come il loro essere scout influenza la loro vita quotidiana e il loro rapportarsi con il mondo intorno a loro!

Ecco qui il pensiero di Margherita, lupetta del II Branco!

Essere un lupetto mi da` la possibilità di capire la natura e il mondo che mi circonda.
Ho imparato ad amare il prossimo e a essere me stessa.

Nella mia vita mi ha aiutato ad essere più sicura nelle scelte e a provare prima di giudicare. Da quando frequento gli scout sono cambiata positivamente: sono diventata più determinata, più decisa e matura.

Emma,esploratrice del II Reparto, ha voluto condividere con noi questo pensiero:

Tante volte nella vita di ogni giorno facciamo qualcosa che ci fa pensare allo scoutismo e al modo in cui si riversa sulla vita quotidiana.
Ad esempio in alcuni momenti mi sono ritrovata ad essere la persona che motivava a non mollare la propria squadra,proprio come se stessimo percorrendo un faticoso hike,cercando così di non mollare.
Essere scout ti rende tenace.
Un giorno sono finita a fare da guida turistica alla mia classe durante una gita in una città sconosciuta.

Essere scout ti rende una persona organizzativa,una guida,ti arrangi anche con poco.In certi momenti ti ritrovi a fare il nodo savoia ed altri sulle cuffiette,lo zaino di scuola ti rammenta sempre il peso dello zaino per il campo estivo,la montagna non ti sarà poi così tanto sconosciuta,migliorerai le feste grazie ad una chitarra suonata attorno al fuoco.
Insomma,sono tanti piccoli momenti in cui gli altri ti guardano e ti chiedono:”Ma come fai a saperlo?” ed è là che ti rendi conto che le esperienze fatte con gli scout ti serviranno sempre nella vita di ogni giorno.

Ecco qui il pensiero di Teo, rover della II Compagnia!

Scout mi ha accompagnato per tantissimo tempo, quasi 10 anni, e devo dire che mi ha aiutato moltissimo, anche se non me ne sono accorto subito.
Potrebbe non sembrare una cosa tanto speciale, iniziare come un lupetto, divertendosi con giochi che i capi hanno programmato, facendo uscite e campi, per poi diventare un esploratore, dove si ha molta più libertà anche all’interno della pattuglia; e infine rover, dove devi decidere tu quali attività fare e come realizzarle. In realtà, man mano che cresci, a scout impari ad avere più responsabilità e più libertà, da quando impari come si monta una tenda, come si fanno le legature e come si vive in un campo, a quando gestisci una pattuglia, fino a quando ti metti d’accordo su come programmare un’attività. In tutti questi anni continui a imparare cose nuove, cose utili, e contin
ui a portartele dietro, utilizzandole, migliorando le tue abilità e crescendo.
Non solo ho capito come lavorare bene con altre persone nell’ambito scout, ma anche nella vita di tutti i giorni. Aiutarsi e parlarsi per riuscire a risolvere i problemi è la cosa più importante che fare scout mi ha insegnato, ed è anche una cosa che mi aiuta tantissimo nelle mie giornate.
Se ne parlo ad alta voce senza badarci troppo, non sembra niente di che: perdere un paio d’ore ogni sabato, facendo attività, giocando, ridendo e scherzando, ma in realtà queste ore mi hanno aiutato a migliorare tantissimo, e sono felicissimo di aver provato a fare scout, 10 anni fa, e non aver più smesso.

Vi aspettiamo a Marzo, con un nuovo appuntamento della nostra rubrica!